
Museo Liquirizia Amarelli
Contrada Amarelli Rossano Stazione
Il Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli” è un museo d’impresa dentro la fabbrica storica: qui capisci cos’è la liquirizia di Calabria, da dove viene e come diventa bastoncino, confetto, polvere. La visita è guidata, essenziale e ben ritmata: 30–40 minuti tra archivi di famiglia, etichette e lattine d’epoca, strumenti di campagna e prime macchine da estrazione. Accanto ci sono gli impianti odierni: balle di radici, caldaie, trafilatrici in bronzo—il filo che unisce lavoro manuale e tecnologia senza perdere identità. Si chiude con assaggio e bottega. Il racconto parte dal 1731, quando gli Amarelli installano il “concio” per estrarre il succo dalla Glycyrrhiza glabra: da allora la famiglia lavora la stessa materia prima in Contrada Amarelli (Rossano). L’allestimento, in parte ospitato in un edificio quattrocentesco, mostra come un’eredità agricola sia diventata marchio culturale: premi, comunicazione, design delle celebri scatoline. Non è un museo statico: è una fabbrica che si legge mentre produce (o ne conserva i gesti), con un percorso chiaro anche per chi arriva senza saperne nulla.
Tocchi con mano una DOP italiana unica, che tutela radice ed estratto e lega tutte le fasi—coltivazione, essiccazione, trasformazione—al territorio calabrese. Uscirai con tre idee solide: da cosa nasce il gusto amaro-dolce “pulito”, come si costruisce qualità senza additivi, e perché Amarelli è diventata il nome-simbolo della liquirizia nel mondo. E sì, uscirai anche con una latta in tasca: memoria tascabile di un paesaggio. Visite guidate su prenotazione tramite sito internet.
